martedì , 19 Novembre 2019
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Stop agli emoderivati: possibile sangue infetto

Aifa ritira 24 lotti di sangue potenzialmente infetto.

Gli emoderivati sono frazioni di sangue che vengono separate e che possono essere utilizzate nella pratica trasfusionale. Quello più usato è il plasma che, ad esempio, nel caso di ustioni molto estese ripristina la massa del sangue, mentre in caso di gravi anemie, è utile l’impiego dei soli globuli rossi. Per chi invece è sottoposto a trattamenti  antutumorali sarà utile ripristinare globuli bianchi e piastrine che verranno separati per centrifugazione.

L’utilizzo degli emoderivati è quindi molto utile in casi in cui la richiesta di sangue è molto alta rispetto all’offerta. Risulta essere però indispensabile che gli emoderivati siano accuratamente controllati mediante l’ingegneria molecolare, al fine di evitare il rischio di trasmissione di gravi malattie che potrebbero essere presenti all’interno di questi ultimi.

Nel contesto della crescente domanda di componenti del sangue, è altamente auspicabile per assicurare sviluppo e l’attuazione delle norme stabilite per i campi etici, organizzativi e normativi al fine di garantire la qualità e la sicurezza dei componenti del sangue e loro derivati​​, nonché la protezione di donatori e riceventi.

Kedrion, un’azienda biofarmaceutica specializzata nella distribuzione e produzione dei prodotti derivati ​​da plasma, ha comunicato all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) della presenza di 24 lotti di emoderivati che sarebbero probabilmente stati infettati da una forma della malattia di Creutzfeldt Jakob (rara forma di malattia neurodegenerativa) e che sono già stati distribuiti in 5 regioni italiane: Puglia, Campania, Sicilia, Lazio e Calabria.

A questo proposito l’AIFA, in via precauzionale, ne ha disposto il divieto di utilizzo in quanto una delle due persone che avrebbe donato il sangue sarebbe deceduto proprio a causa di questa patologia. Purtroppo, per questa forma di malattia non è possibile eseguire un test diagnostico che possa identificare la possibile trasmissione di questa infezione tramite trasfusioni o emoderivati. Per questo, ancor prima di avere la conferma diagnostica, sono stati ritirati cautelativamente questi lotti in attesa che il tutto venga accertato.



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