mercoledì , 17 Luglio 2019
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Lo stress cronico e l’adrenalina danneggiano la struttura del DNA

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Uno studio pubblicato su “Nature”, ci rivela che lo stress influenzerebbe la struttura cromosomica del DNA, apportando delle modifiche significative. L’adrenalina è il neurotrasmettitore indotto durante lo stress cronico.

Lo studio è stato effettuato presso la Duke University Medical Center di Durham in North Carolina , USA; i ricercatori hanno rilevato che lo stress, quando diventa cronico, è la causa dei danni rilevati nel DNA. Il Team universitario ha effettuato uno studio sui topi, ai quali è stata somministrata una sostanza simile all’adrenalina, che interagiva con un recettore specifico, l’androgeno Beta, situato sulle membrane cellulari; da qui il consecutivo stress cronico e le conseguenze sul DNA evidenziate successivamente. In quattro settimane, ciò ha provocato un abbassamento dei livelli della proteina p53, fattore di trascrizione, che rappresenta una sorta di “guardiano del genoma”, ed il cui ruolo è quello di evitare danni al DNA, evitando l’innesco di tumori. Ma come riesce l’adrenalina ad indurre i danni nella struttura del DNA? La prima via è quella della proteina G, associata ai recettori per l’adrenalina, mentre la seconda via coinvolge la beta-arrestina. Come evidenziato, l’assenza della beta-arrestina, rende stabili i livelli della proteina p53, presente nel timo, che dovrebbe reagire allo stress, e infine nei testicoli, da cui partirebbe la prevenzione delle modifiche del DNA. La proteina p53 si degrada e non svolge il suo ruolo! I topi, che sono stati modificati geneticamente, per non produrre la beta-arrestina, dopo le quattro settimane, non hanno evidenziato irregolarità a livello cromosomico, cioè la ghiandola del sistema linfatico, che ha il ruolo di rispondere allo stress cronico, non ha dovuto entrare in azione.

Nell’essere umano le conseguenze potrebbero essere ad esempio, cambiamenti superficiali e visivi, come i capelli brizzolati, la perdita dei capelli, oppure  patologie più importanti, come ulcera e  tumori maligni. Il coordinatore dello studio, Robert Lefkowitz, afferma che la verifica dei suoi studi spiegherebbe molti dei cambiamenti che avvengono. L’adrenalina, prodotta dal nostro corpo, che prepara a reazioni immediate agli stimoli esterni, può essere considerata un alleato, se ciò avviene per brevi periodi, ma diventa dannosa, se viene mantenuta presente nell’organismo a lungo.



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