mercoledì , 29 Luglio 2020
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Mal di testa, impariamo a combatterlo

La cefalea è nota più comunemente come mal di testa e colpisce un gran numero di persone ogni anno, tanto che più o meno tutti, almeno una volta, ci abbiamo avuto a che fare. Si tratta di un disturbo molto diffuso poiché le cause scatenanti sono numerose; in linea generale le cefalee si possono suddividere in due categorie: essenziali e secondarie. Queste ultime, in particolare, sono conseguenza di lesioni di tipo intra-cranico oppure di tipo extra-cranico, ovvero lesioni che possono colpire denti, naso, occhi e orecchie. A causare il mal di testa possono essere nevralgie, ipertensione, intossicazioni e nei casi più gravi malattie infettive o tumori al cervello.

Per tale ragione è di estrema importanza imparare a riconoscere subito la tipologia di mal di testa in maniera da poter intervenire subito. I tipi di cefalea più diffusi in assoluto sono il mal di testa “a grappolo” e l’emicrania come spiegato in questo sito per medici. Quest’ultima si presenta come un dolore intenso, inizialmente pulsante per poi diventare fisso. In genere la sua intensità è maggiore durante il giorno, mentre nel corso della sera si fa più sopportabile.

Talvolta può essere accompagnata da nausea e vomito ed ulteriori sintomi come ad esempio l’intolleranza alla luce. L’emicrania è molto frequentemente un disturbo a carattere familiare. La cefalea cosiddetta a grappolo, invece, tende a comparire in maniera piuttosto improvvisa, indifferentemente di giorno o di notte; il dolore è molto intenso e si fa ancor più lancinante quando si assume una posizione orizzontale. Al contrario dell’emicrania non è a carattere familiare e sono gli uomini a soffrirne maggiormente. Può capitare che questo tipo di disturbo venga anticipato da nausea, congiuntivite, congestione nasale, brividi e perfino febbre.

Se invece la cefalea è associata a nevralgia, il dolore si concentra solo sui nervi interessati e risulta particolarmente intenso. Compare in maniera imprevedibile, in particolare in periodi in cui si accumulano stress e stanchezza. Nei casi peggiori, poi, a causare mal di testa potrebbe essere la presenza di un tumore; il dolore si presenta persistente e profondo, solitamente non è pulsante e può essere accompagnato da disturbi all’udito. La cefalea tensiva – detta anche muscolo-tensiva – è la forma più comune e si manifesta con un senso di compressione della testa, sensazione più nota come “cerchio alla testa”.

Il dolore può variare da lieve a intenso, si localizza bilateralmente e in genere non è pulsante. Il dolore coinvolge spesso collo e spalle, che si presentano irrigiditi; nelle manifestazioni più intense possono associarsi nausea e vomito, ma anche fastidio per determinati odori, per la luce e per i suoni. La causa della cefalea tensiva può nascondersi dietro lo stress, i disturbi mandibolari, la postura, l’ansia, l’abuso di farmaci, il ciclo mestruale e altri diversi fattori ancora.

Se il mal di testa si presenta in maniera sporadica, per combatterlo è sufficiente un medicinale col corretto principio attivo; in genere può bastare uno dei tanti farmaci analgesici in commercio, che possono essere assunti anche senza la prescrizione di un medico.

Non in tutti i casi, però, questo rimedio si rivela adatto e se il dolore non scompare nel giro di due ore, significa che quel farmaco non è adatto ed è necessario intervenire diversamente. Anti-infiammatori ed analgesici sono consigliati per la cefalea tensiva e per l’emicrania il cui dolore non risulta eccessivo. I principi attivi di questa tipologia di farmaci sono ibuprofene, paracetamolo, indometacina e naprossene sodico. I triptani sono invece indicati per la cefalea “a grappolo” e per quelle emicranie il cui dolore è di intensità medio-alta. I principi attivi, in questo caso, agiscono sull’attività nervosa e sui livelli di serotonina. Il farmaco più utilizzato in assoluto è il sumatriptan, seguito da rizatriptan, frovatriptan e almotriptan.

Per la cefalea tensiva provocata da una contrazione dei muscoli cervicali o da ansia eccessiva, i farmaci più efficaci sono i tranquillanti ed i miorilassanti. Meno trattabile rispetto agli altri disturbi è la cefalea “a grappolo”: in questi casi le terapie hanno l’obiettivo di ridurre l’intensità del dolore e la durata. Si rivelano del tutto inefficaci i farmaci da banco, come ibuprofene ed aspirina, mentre si rivelano utili altri farmaci per i quali però si rende necessaria la prescrizione medica.



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